Chirurgia implantare
Sostituire la radice di un dente mancante con un impianto crea continuità con l'osso naturale

Che cos'è?

L'implantologia è la sostituzione della radice di un dente mancante e come una radice naturale viene  posizionato nell’osso mascellare o mandibolare mediante un semplice intervento di chirurgia ambulatoriale.
Sugli impianti si inseriscono i denti artificiali come corone, ponti o arcate complete di vario tipo (vedi overdenture o toronto bridge).
Gli impianti sono fatti in titanio, materiale leggero, resistente e biocompatibile e quindi a prova di rigetto.
Il titanio e le leghe in titanio sono i metalli più utilizzati sia in odontoiatria che in ortopedia  permettendo di ottenere le più alte percentuali di successo.
  
Chi può ricorrere all'implantologia?
 
Chiunque abbia perso elementi dentali e si trovi in buon stato di salute è un possibile candidato alla chirurgia implantare.  Non ci sono limiti di età e ogni caso va valutato singolarmente dal chirurgo, ma in linea  generale possono ricorrere all'implantologia:

  • i pazienti giovani che hanno concluso la fase di crescita (in generale 16 anni per le femmine e 18 per i maschi) ai quali mancano alcuni denti permanenti;
  • i pazienti che, con dentatura sana,  a causa di eventi  traumatici hanno perso qualche dente;
  • i pazienti che devono rifare ponti fissi i cui pilastri (denti su cui appoggia la protesi) non danno garanzia di durata;
  • i pazienti portatori di protesi rimovibili parziali (scheletrati) o totali (dentiere complete) che per ragioni funzionali, estetiche o psicologiche necessitano di una protesi fissa.

Quali sono le percentuali di successo?

L’implantologia moderna è ampiamente prevedibile; possiamo affermare che siamo in grado di raggiungere il successo nel 96-97% dei casi.
Il nostro studio garantisce il rispetto delle regole fondamentali a garanzia del successo dell'intervento:

  1. Visita accurata e valutazione dello stato di salute generale e delle condizioni locali.
  2. Verifica se la qualità e la quantità dell'osso è sufficiente per l’inserimento di impianti.
  3. Valutazione generale della bocca e indagine su patologie o malattie in corso e che ci sia una buona igiene orale (in caso contrario viene prescritta una seduta di ablazione del tartaro).
  4. Valutazione radiologica e analisi delle radiografie per accertarsi della reale qualità e quantità ossea e delle eventuali limitazioni anatomiche o patologie presenti.
  5. Operiamo in sterilità (operatori, paziente, strumentario, ambiente).
  6. La chirurgia viene effettuata con la minima invasività nel rispetto di protocolli consolidati.
  7. Utilizziamo impianti che rispondono ad alti standard di qualità certificati CE (Conformité Européenne)
  8. Le protesi applicate sugli impianti soddisfano i criteri di occlusione, funzione, estetica e  carico.

Indispensabile è la collaborazione attiva del paziente al quale verrà richiesto di sottoporsi a controlli regolari presso di noi e sedute di igiene periodiche oltre ad una  scrupolosa igiene domiciliare.
  
Quali sono i vantaggi rispetto al ponte tradizionale e alla protesi mobile?
 
I denti sani adiacenti alla zona edentula vengono mantenuti integri (mentre nel caso del ponte tradizionale subirebbero una protesizzazione ed eventuale devitalizzazione per creare il pilastro d'appoggio della protesi).
L'impianto stimola e preserva l'osso alveolare come farebbe la radice di un dente naturale.
La protesi su impianti, rispetto ad una normale protesi mobile parziale o totale, ripristina le capacità masticatorie come quelle dei denti naturali, con conseguenti benefici nutrizionali e digestivi: potersi alimentare in modo adeguato è importante a tutte le età, ma soprattutto nei pazienti “non più giovani”, ai quali, il mantenimento delle normali funzioni muscolari facciali, permette il recupero di un aspetto più giovanile e naturale del viso.
Si arresta il riassorbimento dell'osso mandibolare o mascellare conseguente alla perdita dei denti o all'uso di una protesi mobile.
Non c'è rischio di infiammazioni gengivali e di dolori correlati all'instabilità di protesi mobili non adeguate.
Maggior sicurezza nel parlare e nel sorridere.
Tutti questi vantaggi permetteranno di migliorare la qualità della vita, l'aspetto estetico e la salute generale.
 
E' doloroso l'intervento?
 
Il trattamento non è doloroso.
 
Se l’intervento è ambulatoriale, si opera in anestesia locale utilizzando anestetici appositamente sviluppati per la chirurgia orale.
Tali anestetici sono molto efficaci e producono una profonda anestesia. Il paziente non avverte alcun dolore.
Terminata la fase chirurgica verranno prescritti farmaci analgesici-antinfiammatori in grado di controllare efficacemente l’eventuale insorgenza del dolore post-operatorio.
 
Come si articola l'intervento?
 
Il passaggio dall’intervento chirurgico all’inserimento della protesi si articola in due o tre fasi, a seconda del caso clinico.
 
Fase 1
Gli impianti in titanio vengono inseriti nell’osso mediante un intervento chirurgico; segue un tempo di attesa variabile che può andare dai 2 ai 6 mesi per permettere all’impianto di osteointegrarsi.
 
Fase 2
Al termine del periodo di osteo-integrazione con un piccolo intervento eseguito in anestesia locale, all’estremità dell’impianto viene applicato un pilastro di guarigione che affiora alla superficie della gengiva.
 
Fase 3
Avvenuta la guarigione della gengiva attorno al pilastro, si procede all'esecuzione del manufatto protesico (cioè del dente artificiale) ed alla sua fissazione all’impianto.
 
In alcuni casi clinici, la prima fase e la seconda fase possono essere eseguite in un unico momento operatorio, per cui dopo l’osteointegrazione si procede direttamente alla fase protesica.
Durante la  fase diagnostica vi sarà illustrato quale tipo di operatività (due o tre fasi) sarà più adatta alla vostra situazione orale.
In alcuni casi selezionati è possibile posizionare la protesi fissa provvisoria nella stessa seduta o qualche giorno dopo la fase chirurgica con la tecnica definita impianti a  carico immediato
 
Che cos'è la rigenerazione ossea?
 
Nel caso la quantità di osso dove va inserito l'impianto non fosse sufficiente, di solito è comunque possibile effettuare l'intervento, previo un trattamento di rigenerazione ossea. 
L'osso infatti, può essere ricostruito mediante tecniche rigenerative che prevedono l’utilizzo di membrane, innesti d’osso autologo (del paziente stesso) o di altri materiali biocompatibili.
Ad esempio nell’arcata superiore la presenza del seno mascellare, una cavità posta sopra la regione molare, può in alcuni casi impedire il posizionamento di impianti. È possibile, quindi, riempire parzialmente la cavità con un innesto osseo e quindi procedere all’inserimento degli impianti.
Oppure nell'arcata inferiore, in corrispondenza dei settori posteriori edentuli, si può procedere ad eseguire l'aumento di volume verticale dell'osso.
In alcuni casi gli impianti vengono posizionati contestualmente all'innesto.