Non fatevi rovinare le vacanze dal mal di denti
28/07/2017

Il consiglio più importante, prima di partire per le vacanze, è quello di fare visita al vostro

dentista di fiducia per un controllo.

 

Una visita che si rende ancora più necessaria se siete portatori di protesi in particolare su impianti.

Vedersi rovinata la vacanza per un mal di denti improvviso, una otturazione saltata, una gengivite, un ponte

provvisorio che si decementa è un rischio concreto se si è trascurata la propria salute orale durante l’anno. Gli

eccessi alimentari che durante il periodo vacanziero ci concediamo sono poi fattori scatenanti dei problemi

odontoiatrici. L’eccessivo consumo di bevande zuccherate e fredde, il gustare cibi più elaborati con varie

consistenze possono mettere sotto stress le protesi e la nostra masticazione.

Quindi partire con la sicurezza di avere la dentatura in ordine è il primo aspetto da tenere in considerazione per

garantirsi vacanze sicure e senza rischi.

 

Un buon consiglio è quello di effettuare una seduta di igiene orale professionale: una bocca sana, con denti

puliti, levigati e privi di macchie aiutano a sentirsi a proprio agio con se stessi e con gli altri.

Per i bambini che portano apparecchi ortodontici è buona norma effettuare prima di partire un ultimo controllo

per valutare lo stato di attivazione dei dispositivi utilizzati. Nel caso di disturbi non risolvibili immediatamente

chiedete al vostro dentista consigli su come agire, avendo cura di farsi prescrivere eventuali farmaci analgesici o

antibiotici da portare in vacanza.



I denti diventano bianchi solo dal dentista
29/06/2017

Alimenti, bevande e soprattutto il fumo sono i nemici del colore dei vostri denti. Ma anche gli agenti atmosferici e l’invecchiamento comportano una discromia dentale (l’alterazione del colore dei vostri denti). In molti casi è possibile intervenire e ripristinare il più possibile il colore originale dei denti attraverso sedute professionali di sbiancamento.

Sono molti i prodotti in commercio definiti come “automedicazione” venduti in farmacia o dalla grande distribuzione ma questi non sono in grado di combattere discromie importanti e la loro efficacia è mirata al mantenimento di quanto ottenuto con una seduta di sbiancamento professionale.

I prodotti “fai da te” hanno infatti concentrazioni minime di perossido di idrogeno, l’agente che determina lo sbiancamento dentale. La normativa europea infatti vieta concentrazioni maggiore dello 0,1% e minore o uguale al 6% di perossido di idrogeno, concentrazioni superiori sono consentite solo per i prodotti ad uso professionale che devono essere prescritti dai soli abilitati all’odontoiatria.

Lo sbiancamento è un atto medico e come tale è indispensabile una preliminare valutazione da parte del dentista della natura del difetto di colore del dente naturale oggetto del trattamento sbiancante e della propria situazione clinica. Non tutti i difetti di colore dei denti naturali possono essere risolti tramite lo sbiancamento, spesso essendo le discromie dentali dovute a difetti strutturali dello smalto dentale conseguenti a prolungata assunzione di farmaci in età infantile, a traumi dentali nonché ad ulteriori cause eziologiche non possono essere risolti.

Bisogna poi sempre valutare lo stato di salute delle gengive, dei denti per valutare la situazione in termini di livello di posizione e per accertare se esistano condizioni infiammatorie. Inoltre la presenza di tartaro richiede una seduta di igiene orale prima del trattamento sbiancante.

Sull’argomento bisogna anche specificare che una corretta igiene orale e periodiche sedute di igiene professionale possono evitare la discromia dentale e, comunque, i trattamenti sbiancanti non sono definitivi ma devono essere ripetuti con regolarità almeno ogni 18-24 mesi.



15 maggio/15 giugno 2017. Tornano le visite gratuite dell’Oral Cancer Day.
01/05/2017

Prevenire molte malattie sistemiche partendo dalla propria salute orale molti gli studi scientifici che hanno evidenziato la correlazione tra malattie sistemiche e salute orale. Gli studi evidenziano la correlazione tra la malattia parodontale (e di conseguenza la proliferazione dei batteri che la favoriscono) e molte malattie come il diabete, problemi cardiovascolari, all’apparato respiratorio fino a problemi alla gravidanza.

 

Gli studi dimostrano come i batteri generati da una cattiva salute orale possono entrare nel resto del corpo attraverso la circolazione sanguigna e viaggiare nell’organismo.

Di conseguenza, una corretta igiene orale risulta fondamentale non solo per prevenire o curare le malattie della cavità orale, ma anche per migliorare lo stato di salute di tutto il corpo. Per esempio le persone con diabete hanno maggiori probabilità di avere la malattia parodontale rispetto ai non diabetici, questo perché i diabetici sono più suscettibili a contrarre infezioni.

Alcune ricerche hanno evidenziato che le persone con malattia parodontale hanno quasi il doppio delle probabilità di soffrire di malattie coronariche rispetto ad individui senza malattia parodontale. Malattia parodontale che può anche inasprire patologie cardiache preesistenti. Alcuni studi hanno anche evidenziato una relazione tra malattia parodontale e ictus.

Altri studi hanno rivelato che i batteri che si sviluppano nella cavità orale, soprattutto nelle persone con malattia parodontale, possono essere inalati nei polmoni e causare malattie respiratorie come la polmonite.

Per quanto riguarda i rischi di una cattiva salute orale sulla gravidanza, la comunità scientifica indica la necessità di mantenere in buono stato la propria salute orale anche per prevenire malattie per il nascituro oltre che problemi alla mamma in dolce attesa.

Stile di vita sano, passando da una corretta alimentazione ed al bando di fumo ed alcol ma soprattutto una attenta igiene orale e visite regolari dal dentista, sono gli strumenti a disposizione dei cittadini per prevenire le complicazioni e mantenere in salute non solo il proprio sorriso ma la salute generale.
 

 



I falsi miti sulla salute orale. Le false credenze sulla salute orale
01/04/2017

Sono tre i comportamenti più diffusi frutto di false credenze sulla salute orale.

Lavarsi i denti subito dopo aver mangiato, sciacquarsi la bocca con l’acqua per liberarsi del dentifricio e bere succhi di frutta pensando che siano meno dannosi delle bibite gassate.

Lo rivela uno studio della FDI – World Dental Federation (Federazione dentaria internazionale) condotto in 12 paesi per scoprire cosa sa la popolazione della salute orale e quali regole di comportamento adotta.

Per il 56% degli intervistati, lavarsi i denti appena finito di mangiare è una buona pratica.

Al contrario i dentisti raccomandano di aspettare almeno trenta minuti dopo ogni pranzo prima di prendere in mano lo spazzolino.

Il 68% si sciacqua la bocca con l’acqua per togliere il residuo di dentifricio credendo di far bene. E invece anche questo può essere un comportamento sbagliato.

L’indicazione dei professionisti della salute orale è infatti di evitare il risciacquo con l’acqua,

limitandosi a sputare il dentifricio in eccesso. In questo modo la massima esposizione al fluoro è assicurata.

Si attesta al 36% il numero di quelli che pensano che i succhi di frutta siano meno dannosi delle bibite gassate. La verità è che in entrambi i casi il livello di zuccheri contenuti è elevato, quindi possono essere causa di carie. Lo studio della World Dental Federation rivela che solamente il 28% degli intervistati ha riconosciuto che per preservare la salute orale è importante bere alcol in maniera moderata. Il 66% sa di dover evitare il fumo se non vuole avere problemi di salute orale e il 69% riconosce che consumare un consumo eccessivo di zuccheri è dannoso per la salute.

Il 77% del campione del sondaggio sa che è una buona abitudine fare una visita odontoiatrica una volta l’anno,

ma poi solo il 52% dichiara effettivamente di farla. Per il 67% della popolazione presa in considerazione dallo studio è evidente che ci si debba sottoporre a visita dal dentista dopo aver evidenziato segnali di cattiva salute orale. Solo il 42% però dopo averlo fatto segue le indicazioni dell’odontoiatra.